Lo aspettavate, eh?
Eccovelo...
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lunedì 23 aprile 2012
domenica 22 aprile 2012
Racconto: Storia di una ragazza grassa
«Nascerà
in gennaio», disse Ornella. Si accese una sigaretta e buttò fuori
una breve, noncurante nuvola di fumo. Non sembrava una futura madre
che parla del suo futuro figlio. Sembrava un'indossatrice provetta
che parla della sua prossima sfilata. Assestò meglio nella poltrona
il lungo corpo disinvolto, e accavallò le gambe. Lunghe, agili e
disinvolte anche quelle. «Lorenzo, povero caro, è pazzo di gioia».
Spiaccicata
nella poltrona di fronte, grassa e sudata, Giovanna si sentiva più
che mai simile a una giovane mucca infelice.
Ornella
buttò fuori un'altra nuvola. «Io preferirei un maschio; tanto meno
impegnativo, trovo. Ma Lorenzo, povero caro, vorrebbe una femmina,
perché fosse proprio uguale a me».
Nella
testa depressa di Giovanna guizzò la visione di una neonata
lunghissima e agilissima, che accavallava le gambe e fumava,
emettendo rapidi e disinvolti uè uè.
“Sei
maligna, Giovanna”, si disse. “Sei invidiosa”. I suoi
grandi languidi occhi dorati, pieni di timidezza, d'umorismo e di
malinconia, presero un'espressione spaventata e supplichevole.
“Signore, fa' che non mi succeda”, pregò. “Grassa, goffa,
incapace, ma non invidiosa. Per piacere, Signore”.
Stasera da casa mia tutto il racconto (bellissimo!): grazie a jm per l'ocrizzazione :o)
giovedì 1 dicembre 2011
Amore sotto la pioggia
Racconto di Brunella Gasperini
“Se Dio vuole, caro!“, disse Laura voltandosi. Era in piedi vicino alla finestra, snella e preziosa nel suo perfetto vestito, la bocca rossa piegata in un quieto sorriso. “Temevo che fossi stato bloccato anche questa volta“.
Marcello venne a sfiorarle la guancia con le labbra. “Il tempo di cambiarmi e di levarmi di dosso l'odor di clinica, e partiamo. Ti prometto che arriveremo in tempo per i cocktails”.
“Promettilo a te stesso, caro”, ridacchiò Laura. “Dimentichi che sono astemia”. Dimenticava tante cose, Marcello. Laura alzò la mano a carezzargli leggermente i capelli, e il grosso brillante lampeggiò sulla sua mano sottile. “Sbrigati, caro”.
mercoledì 23 novembre 2011
Ciao, vecchia casa
Racconto di Brunella Gasperini
Giorgio finì di inchiodare il coperchio di una cassa, e disse: "Vesti i bambini, Gabriella; è ora che io li porti da Gianna. Non voglio averli tra i piedi quando verranno gli uomini".
Gabriella andò a cercare i bambini, che stavano giocando tra le casse e la polvere dei traslochi, nella stanza vicina. "Vestiti, Marco", disse al maggiore. "Papà vi porta da zia Gianna".
"Oh, mamma, volevo vedere il trasloco!".
"Non c'è niente di bello da vedere, Marco. Solo delle casse e dei mobili che vengono caricati su un camion da uomini generalmente molto sgarbati, e tutto è finito". Allacciò il cappottino di Mimma, sistemò il berrettino azzurro sulla liscia zazzeretta color miele, le baciò la punta del nasino e si rialzò. "Verremo a prendervi stasera per portarvi nella casa nuova; contenti? Giorgio, sbrigati a portarli via, qui non fanno che mangiar polvere".
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