mercoledì 27 luglio 2011

Prefazione a "Le note blu" (stralci)

Sono passati dieci anni dall`ultima volta che ho riletto Le note blu. Me lo ricordavo, eppure ho pianto moltissimo. E anche riso molto, naturalmente.
Se l`avessi detto a mia madre, se ne sarebbe come al solito stupita: non prendeva molto sul serio i suoi primi romanzi, anche se li amava ancora, segretamente.
   Era affezionata ai personaggi (quasi tutti presi dal vero: Renzo delle Note blu potrebbe essere uno dei suoi fratelli, che come lui erano alti, laconici e accaniti giocatori di rugby), ma trovava che le storie fossero troppo chiuse in certi cliche`, obbligatori in quegli anni. Lei ne ha demoliti molti: quello della ragazza perduta, diversa, "cattiva", ad esempio; qui Tannie è descritta con evidente simpatia, si è portati a mettersi subito dalla sua parte, a giustificarla. Ma c`era un cliche`che lei diceva di odiare, e da cui non si era liberata mai: quello che lei definiva il raggio di sole, la necessità di un lieto fine anche per una vicenda tragica come quella di Renzo.
   [...]
  Nel suo ultimo romanzo d`amore, il suo prediletto, Rosso di sera, c`erano moltissime lacrime, ma, controvoglia, si era rassegnata a infilarci anche la solita ragazza-raggio-di-sole. Tra l`altro, Rosso e Federica di Rosso di sera sono gli eredi di Renzo e Tannie di Le note blu: un ragazzo borghese scontroso e troppo sensibile, innamorato della musica e in lotta con la famiglia, e una ragazza molto più navigata di lui, con un passato ambiguo, molte nevrosi e molti sensi di colpa.
  Nelle Note blu il raggio di sole si chiama Mariolina ed è talmente buffa, insicura, confusionaria e disperatamente innamorata che è impossibile non amarla. Del resto il senso dell`umorismo e una certa apparente leggerezza sono sempre stati una caratteristica di tutta la nostra famiglia: e in particolare di mia madre, che ci ha insegnato che non c`è coraggio piu`grande dell`allegria.


Nicoletta Gasperini

3 commenti:

  1. ho amato Brunella più di una parente stretta ed ho sofferto la sua assenza ,per trovarla rileggo i suoi romanzi ,le sue risposte ,i suoi commenti arguti e a volte crudi ,sento la sua voce e rido e piango con lei

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  2. Anch'io Flora fin da ragazzina,e quanto ancora mi manca anche se sono più di trent'anni che non c'è più!Credo di doverle l'amore incondizionato per gli animali e una certa sensibilità che mi fa ridere e piangere nella vita con sommo gusto!

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  3. Francesca Baldacci21 maggio 2014 15:03

    E' un'assenza viva, una presenza palpabile della nostra vita, Brunella. Una di casa, una che insegna a sorridere e a piangere insieme, come scrive Alda. Le devo molto, moltissimo. Ed è presente ancora oggi, in me, più che mai...

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