domenica 15 agosto 2010

Brunella in un video del 1969


Uno spezzone di un dibattito televisivo del 1969,  "Contro campo", moderato da Enzo Forcella.
Nel filmato parlano Luciana Peverelli, Brunella Gasperini e una giovanissima Patrizia Carrano (di cui leggete qui l'unica intervista a Brunella).

Brunella da 1.05 a 1.22

Vogliamo anche le rose


dal film documentario di Alina Marazzi "Vogliamo anche le rose"
il pezzo con Brunella va da 5.14 a 7.08
Nicoletta parla da 6.27 a 6.47

sabato 14 agosto 2010

Brunella Gasperini. La rivoluzione sottovoce (la biografia scritta da Marina Tommaso)


L'unico libro dedicato interamente a Brunella: una lettura imperdibile (se si ha il coraggio di sapere tante piccole e grandi cose che magari ci possono forse fare anche un po' male) per tutti noi appassionati lettori, scritto ovviamente da un'altrettanto appassionata lettrice: Marina Tommaso (docente di italiano e latino in un liceo classico di Roma, da sempre interessata agli studi linguistici, collabora con riviste e periodici, si sta occupando di Pari Opportunità, di progettazione didattica e di codici e linguaggi, in particolare del romanzo, del cinema e del teatro). 
Nel libro troverete la biografia (tracciata con l'aiuto del figlio) e un'analisi dettagliata di tutti i romanzi (e gli altri scritti) di Brunella (anche se c'è un errore nella sistemazione cronologica di Rosso di sera); il tutto collocato nel periodo storico che ha visto la trasformazione del ruolo della donna nella nostra società. 


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Più botte che risposte


LA SIGNORA DEL CUORE (di Maria Venturi)

Il divorzio non esisteva, la convivenza era uno scandalo, parlare di contraccettivi un reato che l'articolo 553 del codice penale puniva con un anno di reclusione e 400 mila lire di multa. Nessun giornale femminile aveva mai pubblicato la parola "utero". In compenso, i figli senza padre venivano comunemente definiti "bastardi", e "svergognate" e "ragazze perdute" ricorrevano nel lessico censorio. La donna che non si sposava (zitella) era una "spostata" e quella separata evocava d'istinto giudizi negativi e sinonimi dal sapore equivoco: donna anomala, disponibile, spregiudicata. 
È in quell'Italia di inizio anni Cinquanta che nasce il fenomeno Brunella Gasperini. È una trentenne sposata e madre di due bambini piccoli che, scordata in un cassetto la laurea in lettere, a un certo punto decide di "fare qualcosa" e comincia ad inviare racconti ai giornali femminili. Il primo glielo pubblica Novella, il secondo Annabella. Sono storie di tenera e ordinaria quotidianità che contrastano con le trame passionali e drammatiche dell'epoca e che le valgono una immediata popolarità.

DUE SACCHI PIENI DI LETTERE

Sull'onda di quel successo approda alla POSTA DEL CUORE. Brunella va in redazione per ritirare le prime lettere e trova due sacchi pieni. È un impatto esaltante, ma anche sconvolgente, con la realtà di un universo femminile che per la prima volta sembra materializzarsi con storie di sofferenze, ribellioni e inquietudini sommerse. 
Le scrivono giovanissime e anziane, madri e figlie, mogli e amanti: si fidano di lei e Brunella non tradisce la loro fiducia. Denuncia, ribellati, vivi la tua vita, chiedi la separazione, va' a convivere, scrive. 
Ora la casa editrice Baldini & Castoldi pubblica una scelta di quelle lettere e di quelle risposte, scritte tra il 1954 e il 1979: il volume si intitola "Più botte che risposte". (lire 26.000 pagg. 264). 
Seguiranno "L'estate dei bisbigli" e altri cinque romanzi della Gasperini. 
Il rapporto che Brunella intrattiene con le lettrici rappresenta la rottura con i tabù e le ipocrisie dell'epoca, ma anche la nascita di una nuova e ferrea morale: è bene tutto ciò che può renderci felici o sottrarci alla sofferenza, è male tutto ciò che otteniamo sacrificando la nostra dignità e il rispetto per gli altri. 
Non tutti capivano questo. Le sue risposte erano di rottura anche quando esortavano alla sopportazione e alla rinuncia: vi furono sacerdoti che la contestarono (persino dal pulpito!) e benpensanti che le inviarono lettere di minaccia. Una volta finì addirittura in cronaca: ricevette un pacco che conteneva un ordigno esplosivo. Un'altra volta una sedicente "mamma amica" le inviò a casa una torta che conteneva un antiparassitario letale. Quello che molti non le perdonavano era anche l'ironia, dote a quei tempi non accreditata alle donne. Brunella aveva un senso dell'umorismo eccezionale, grazie al quale esorcizzava e superava i propri limiti. Se fu la prima giornalista-scrittrice ad affrontare i temi della tossicodipendenza, dell'aborto, dell'emancipazione sessuale, fu anche la prima a cogliere i lati comici della routine, dell'amore sacrificale, dei conflitti tra genitori e figli, delle prepotenze del marito-macho. Nelle sue lettere parlava spesso di se stessa, del suo matrimonio, dei suoi figli, dei suoi mille acciacchi: lo faceva con tenerezza e umiltà. 
Ammettendo di essere una madre imperfetta e una moglie scomodissima.

UN MODELLO INIMITABILE

Dopo la sua morte, toccò a me ereditare su Annabella la sua rubrica. Per i primi mesi, la maggior parte delle lettere che ricevetti esprimevano grandi dubbi sulla mia capacità di potermi confrontare con lei. Furono i dubbi che mi accompagnarono per i quattro anni e mezzo di quell'esperienza. Sicuramente la più faticosa, perché dietro ogni risposta c'era un'eredità di rigore e di scrupolo unita alla certezza di inseguire un modello inimitabile. 
Brunella di fatto è stata e rimane un fenomeno irripetibile. Sono passati 18 anni dalla sua morte e tante cose sono cambiate nella coppia, nella società, nelle leggi, nel costume. Oggi esistono le donne manager, le donne single, le amazzoni della libertà. "Separata" può essere il sinonimo di coraggiosa, le svergognate e i bastardi sono spariti dal lessico, si è finalmente acquisito che può esservi l'amante nobile e la moglie indegna. 
E sono cambiate anche le lettere: si scrive ai giornali più per raccontarsi e avere conferme che per chiedere aiuto, forti di temerarietà e sicurezza che le interlocutrici di Brunella Gasperini non potevano avere. Eppure, rileggendo le sue risposte di allora, si prova una sensazione di straordinaria attualità. E le analisi più ironiche, le esortazioni più giuste sono quelle che ci ha lasciato lei. Noi donne siamo superiori al maschio, diceva, e per questo ci toccherà sempre abbozzare, scegliere, pagare... 

prefazione all'edizione Baldini & Castoldi 1997



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Così la penso io

Impressioni su fatti persone e problemi di tutti i giorni


NOTA INTRODUTTIVA

È amaro dover scrivere quello che sto scrivendo adesso, adesso che Brunella Gasperini se n'è andata per sempre: è amaro e ingiusto. Ricordo infatti che pochi anni fa, finita una rubrica cosiddetta di relax su un cosiddetto settimanale politico e maschile, proposi che la Gasperini ogni settimana lì sopra dicesse la sua. In venticinque anni sui giornali femminili aveva risposto a circa duecentocinquantamila lettrici e lettori, e da sempre la sua era stata la voce del coraggio, dell'anticonformismo, non del solito vieto buon senso; mai una risposta tirata via, ovvia, convenzionale, ma sempre una partecipazione totale e generosa, un calmo umorismo tutto suo particolare, e, quel che è più raro, una costante autoironia. 
Attraverso le sue risposte la Gasperini aveva vissuto venticinque anni di problemi giovanili, aveva capito il '68, aveva fatto giuste scelte politiche, correndo spesso il rischio di farsi tirar le orecchie o addirittura censurare dai direttori sui problemi del divorzio (per il quale aveva fatto la sua brava campagna), dell'aborto e della droga. Con le risposte a tutte quelle lettere è come se avesse scritto un grande romanzo di costume, con tutte le norme di ogni generazione, problemi d'amore, sesso, politica, e via via, tutto quello che di anno in anno nel mondo andava succedendo, raccontato con la sua intelligenza di donna bennata, appartenente a una divertente famiglia, composta oltretutto da dilettissimi animali (compreso un merlo parlante), tutti parte integrante del suo folcloristico entourage. 
Ebbene, il nome della Gasperini che su quel tal giornale politico e maschile era stato fatto a proposito dei suoi inserti nella rubrica della posta dal titolo "Così la penso io" (fatti di cronaca, di politica, di costume), che sarebbero andati benissimo nella parte rimasta libera, non venne accettato per la sua appartenenza al "giornalismo rosa". Frutto di ignoranza, perché nessuno dei direttori o caporedattori aveva mai letto niente di lei, e se per caso aveva dato un'occhiata a qualcuno dei pezzi mandati come campione, forse li aveva trovati troppo chiari: forse i big del giornale eran rimasti traumatizzati dal fatto che scrivendo di politica qualche volta uno potesse anche far dello spirito. O forse non gli pareva serio che una firmasse Brunella? Tutto può darsi. Certo scriveva in modo molto diverso da come scrivevano i politologi, i sociologi, gli psicologi che brillavano su quelle belle pagine patinate, analizzando con dotti e spesso difficili riferimenti tanto il terrorismo come la coppia aperta, tanto il travoltismo che l'aumento della disoccupazione.

                    Camilla Cederna

nota introduttiva alla prima edizione, luglio 1979



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Una donna e altri animali


Un libro insolito di un'autrice insolita, uscita per la prima volta allo scoperto. 
Nasce da una cronaca familiare irriverente e leggera: il marito iracondo, i figli variamente autonomi, il lavoro stimolante e persecutorio, e poi gli animali - cani, gatti e uccelli - che popolano la casa e le memorie. 
Via via, attraverso i tic professionali, e nonostante quelli, vengono fuori le nevrosi, le ferite mal chiuse, le temporanee anestesie, le illusioni e le rabbie politiche: tutta l'ilare disperazione di una donna che si trova a fare i conti con la propria vita. 
Voce dominante diventa allora la rievocazione freschissima della grande famiglia d`origine, per molti versi straordinaria: il nonno anarchico turbolento e mangiapreti, il padre tollerante e ironico, aristocratico suo malgrado, la nonna francese in confidenziali trattative con un Dio in cui non crede, la madre travagliata e battagliera, la schiera dei fratelli amatissimi tragicamente perduti, la polizia fascista, la guerra, la resistenza, il '68, e ancora gli animali - guida della memoria, recupero dell'infanzia come felicità e rifugio. 
La tragedia, che corre di pagina in pagina sullo sfondo della narrazione, è sempre vista di scorcio, con pudore e paura. Al rifiuto di compatirsi corrisponde il rifiuto di rassegnarsi. 

(quarta di copertina)


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Storie d'amore storie d'allegria


Una ragazza al primo amore che deve ricevere, nella sua casa allegra e scombinata, il ricchissimo fidanzato con l`aristocratico padre; un giovane lasciato solo durante una vacanza con la sua gamba ingessata, che passa il tempo spiando le vite dei suoi vicini dalla finestra sul cortile, come nel famoso film; la giovane signora che amava salire sugli alberi (e l`ultimo le è stato fatale) torna sulla terra per un giorno, non vista, per rivedere i suoi cari nella vecchia casa sul lago; il giovanissimo alla sua prima infatuazione, costretto a crescere di colpo per l`egoismo e la cecità degli adulti: sono, con molti altri, i protagonisti di questi racconti, carichi di umanità, divertenti e commoventi insieme, come era abitudine di una scrittrice che sempre alternava il sorriso alle lacrime, nella sua profonda convinzione che l`uomo è buono e, malgrado tutto, migliore di quello che sembra. 
Concludono il libro tre diari di chiara ispirazione autobiografica, la parte più divertente della raccolta, in cui troviamo la Gasperini e la sua matta famiglia, col suo amore per la gente e gli animali. 
Un libro che si legge con piacere ed allegria, per i personaggi in cui ci si riconosce, per l`autrice che ricordiamo con affetto. 


(quarta di copertina)

il libro, ormai fuori catalogo, è presente nell'archivio


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Grazie lo stesso


Amare una ragazza tra i banchi del liceo, sotto i tigli di un`unica estate felice. 
Poi vederla distruggersi giorno dopo giorno con la droga e non poter fare niente. 
E infine vederla morta, assassinata, sul pavimento della vecchia palestra: questo capita a Stefano, in un giorno dei suoi diciotto anni. 
"Non riuscivo a smettere di guardarla. Sandra - chiamava qualcosa dentro di me - non fare così. Ti prego, Sandra. Le stesse parole che le avevo detto da viva, tante inutili volte." 

(quarta di copertina)


il libro, ormai fuori catalogo, è presente nell'archivio


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Il buio alle spalle


Paola, sedici anni, tanta curiosità e tanti sogni; Michele, vent'anni, il fratellone già leader del suo gruppo di studenti di architettura; un padre con la testa fra i libri, sensibilissimo riguardo ai problemi degli altri ma poco verso quelli della sua famiglia, e una madre che per compensare la situazione è costretta a comportarsi da chioccia, un po' rompiscatole e "limitata". 
Nelle vite di tutti e quattro irrompe sconvolgente il passato, nelle vesti di Federico e Simona e della loro famiglia, carica di problemi irrisolti e tragedie incombenti... 


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A scuola si muore



il libro, ormai fuori catalogo, è presente nell'archivio


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Il galateo di Brunella Gasperini


PREMESSA DELL'AUTRICE

Più che un libro di galateo, questo si può dire un libro di controgalateo. Il galateo tradizionale infatti è oggi un anacronismo: una sovrastruttura corrosa, che non regge più alle spinte del nostro tempo svelto e concreto. 
Già la parola, galateo, fa pensare a una sorta di stereotipata coreografia, a un insieme di regole fisse, passi obbligati, frasi fatte e gesti di rito, oggi svuotato da ogni vitalità e da ogni autentico significato. Il ritmo, lo spirito, le situazioni del tempo in cui viviamo richiedono ben altre cose come elasticità, immediatezza, buonsenso, spirito critico, ironia. 
Eppure i cultori del galateo-per-il-galateo sopravvivono, e come. Per pigrizia, abitudine, scarsa franchezza o chissà che altro, molti nostri contemporanei esibiscono con orgoglio i resti di quel bel cadaverino di famiglia che è oggi il galateo: forse nell'illusione di apparire così dei gentiluomini pur non essendolo affatto. Gentiluomini, altra parola buffa: ma loro la usano ancora. "Io sono un gentiluomo. E` un vero gentiluomo. Tra gentiluomini... Ma la prego! Ma non s'incomodi! Ma si figuri! Ma le pare! Disponga pure di me...", e dietro la schiena gli brilla, pronto all'evenienza, il coltello. 


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Siamo in famiglia


Le cronache familiari di Brunella Gasperini, scritte da tre punti di vista diversi in tre diversi periodi, sono il ritratto autentico, ironico e affettuoso, di una famiglia in evoluzione.

Contestandosi e amandosi, i genitori e i figli (per tacer dei cani e dei gatti) maturano ognuno a suo modo, imparando gli uni dagli altri il mestiere di vivere insieme in un mondo bislacco. Gli incidenti, le fatiche, le follie, gli incontri e gli scontri quotidiani diventano tappe di un cammino comune verso la comprensione e la speranza.

Anche negli episodi più comici, anche nelle notazioni più irriverenti o più malinconiche, emerge la carica di vitalità e di emozione che ha reso popolare, non solo in Italia, Brunella Gasperini. 


(quarta di copertina)



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Luna straniera


Luna straniera parla di un gruppo di compagni di una scuola milanese che fa un viaggio culturale in Inghilterra per perfezionare la lingua: ovviamente queste persone molto diverse fra di loro hanno segreti da nascondere e poi da rivelare e paure e difetti che vanno superati ma soprattutto accettati: come sempre nei racconti di Brunella il filo conduttore è che le cose in apparenza sono diverse da come lo sono in realtà... E che non ci dobbiamo fermare di fronte alla prima impressione. 
È l'ennesimo suo riferimento all'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters ed in particolare a "Il fiore della mia vita avrebbe potuto sbocciare da ogni lato..." e cioè Brunella ci teneva sempre a sottolineare il fatto che certe persone - anche se non sembra - hanno anche loro "il lato in fiore" ma purtroppo la vita non è stata così clemente con loro come con qualcun altro.
grazie a Chiara


il libro, ormai fuori catalogo, è presente nell'archivio


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I fantasmi nel cassetto


La scala a chiocciola di una vecchia villetta divide simbolicamente i due mondi dell`autrice: in una soffitta, tra cartelli appesi al muro, libri, piante, uccelli, c`è il mondo del lavoro, le lettere che arrivano ogni giorno, le telefonate continue con le richieste più disparate. Al piano inferiore, c`è invece la famiglia con le vicende quotidiane del marito e dei figli, i pranzi da preparare, la casa da seguire. 
Lo squillo del telefono nella soffitta si incrocia con quello del citofono che chiama da sotto: di qui le corse a rompicollo sulla scala nel tentativo di non trascurare nessuno dei due mondi. Ma ugualmente rimangono il senso di colpa, la paura di non essere una buona moglie e madre, e contemporaneamente l`ansia del lavoro, il timore di non essere presente quando qualcuno chiede aiuto, l`angoscia di sbagliare e il rimorso per aver dato qualche volta risposte avventate. 
In mezzo a questi conflitti, che per la Gasperini non si risolveranno mai, ci sono le storie più incredibili che l`autrice ha vissuto e sofferto come fossero sue. 
Tra le tante: quella di "Luisa del veleno", che invia per lettera una polvere topicida; l`attrice famosa e corrotta che fa telefonate disperate; la donna che sacrifica la vita per la carriera del marito; il ragazzo che si sente diverso. 
E ancora, mogli tradite, aspiranti suicidi, problemi di ogni genere, non esclusi critiche e insulti. C`è poi la storia del ragazzo drogato che Brunella vive da vicino perché amico dei figli, e che la coinvolge in un`altalena di sentimenti contrastanti. 
Molti dei protagonisti di queste storie ritornano dal passato e si riaffacciano nella vita dell`autrice come fantasmi accantonati ma non dimenticati. 
In questo libro c`è il ritratto più autentico della Gasperini, donna e madre ma anche scrittrice che non ha solo "viaggiato tutta la vita intorno a un tavolo" ma ha saputo pagare di persona l`amore per il suo lavoro. 


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Noi e loro: cronache di una figlia


La piccola Tatti, la bimba attorniata dai peluches che abbiamo conosciuto in Io e loro, ha compiuto quattordici anni ed ora è per tutti Nicoletta. 
È lei a narrare, dal suo punto di vista di adolescente "scombussolata" da tutti i cambiamenti che le girano intorno e dentro, le cronache della famiglia Gamberini: il solito zoo di matti, ampliato dalla manesca Tessa e dall`oppositore Dario (ragazzi dei fratelli più grandi) e dal simpatico personaggio della cuginona. 


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Rosso di sera


Un ragazzo sensibile, solo, ferito; un ragazzo che vive la sua adolescenza erigendo un muro tra sé e la sua famiglia, incapace di superarlo per cercare di capire e di farsi capire. 
Riesce a far breccia nella sua corazza una ragazza giovane e altrettanto, se non di più, sola e ferita: dall`incontro di questi giovani cuori viene felicità, amore, dolcezza, struggimento; "mi toccava il cuore con dita come di gelsomino" recita incredulo, stupefatto, il nostro Rosso, chiamato così per il colore dei suoi capelli. 
Ma la realtà, la dura, fredda, crudele realtà si fa avanti, anche se non si vuole, anche se si cerca di ignorarla... 
Un amore giovane, drammatico, senza speranza; un`altra storia tenera e umana della compianta, sempre amata Brunella Gasperini, che apre una finestra sul mondo sconosciuto dei giovani. 


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Lui e noi: cronache di una moglie


Il secondo capitolo delle cronache familiari, quello visto con gli occhi di lei, l'alter ego di Brunella, la moglie e mamma scrittrice con la testa fra le nuvole e... 

L'unico dei tre libri non più (o non ancora, se abbiamo proprio voglia di essere ottimisti a tutti i costi) ristampato e che tutti avremmo voglia di leggere o rileggere. 


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Sposarsi è facile, ma...



dalla luna di miele all'educazione dei bambini


Il mio nome è Brunella Gasperini, detta anche Candida. Il mio mestiere è scrivere. Il mio compito risolvere problemi: miei e altrui. Risolvere gli altrui mi riesce più facile. 
Sono nata a Milano, non mi ricordo bene quanti anni fa. Ho un marito, due figli e due rubriche di corrispondenza coi lettori di Annabella e Novella. I problemi dell’amore, del matrimonio, dell’infanzia sono il mio pane quotidiano da anni. Direi anzi dalla nascita. Sono l’ultima di molti fratelli. Mio padre faceva analisi cliniche, mia madre allevava figli; i figli costavano più di quanto rendessero le analisi, e questo era il problema più frequentemente discusso in casa mia. Ma ce n’erano molti altri, tristi e allegri, dolci e amari, ovvii e segreti, che non si discutevano ma si sentivano, si intuivano, si vivevano. Crescevamo insieme, noi e i problemi. Poi io e i miei fratelli ci siamo sposati, abbiamo avuto bambini, e io ho visto ripetersi giorno su giorno gli stessi problemi. Gli stessi che oggi trovo, moltiplicati per mille, nelle lettere che ricevo. 
In questo libro ho fatto, diciamo così, il compendio delle mie esperienze familiari e giornalistiche in due settori: il matrimonio e l’infanzia. Nella prima parte, Il primo anno di matrimonio ho tratteggiato quelli che - a quanto vedo, sento, leggo, ricordo - sono i problemi e gli stati d’animo più frequenti o più delicati di una giovane coppia dalla vigilia alla luna di miele, alla presa di contatto con la quotidiana vita a due. 
Nella seconda parte, I nostri bambini, vi parlo appunto di bambini: come capirne la mentalità, le gioie, i dolori, le fatiche, le bugie; come seguire il cammino breve, delicato e immaginoso che separa il primo vagito dalle prime inquietudini della pubertà. 
Sono, il matrimonio e l’infanzia, due argomenti pressoché inesauribili. Questo libretto non ne rappresenta che un frammento, ma spero che possa essere utile a qualcuno: forse a una sposa illusa, forse a una mamma spaventata, forse a un bambino non capito. 

Brunella Gasperini


grazie a Kinisera che ha permesso a tutte noi di leggerlo

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Ero io quella


Ero io quella ha per protagonista Nicoletta, la sedicenne spensierata di Le ragazze della villa accanto diventata ormai una giovane donna di fronte alle importanti scelte della vita. Nicoletta, infatti, vive a contatto di due mondi opposti: uno frivolo e ricco, l'altro modesto e reale. Il suo amore per Raf l'aiuterà a scegliere, a crearsi un avvenire basato sul sentimento e non sul calcolo. 

grazie alla cara Silvi che me l'ha regalato

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Io e loro: cronache di un marito


"Io" è il signor Dino, impiegato di banca, persona (a suo dire) tranquilla e ragionevole; "Loro" sono gli irriducibili, amatissimi nemici e insidiatori della sua quiete: l`allegro e catastrofico groviglio di persone, bestie e macchine che compone la sua famiglia. 
La moglie svitata, i tre figli angelici e pestiferi, il Bu (cane), la gatta e i tre gattini, la domestica pugliese e infine la micidiale e recalcitrante Vecchia (automobile) costituiscono un materiale altamente esplosivo che ad ogni momento spara razzi e girandole, provoca i più incresciosi incidenti e le più pazze risate, sia nell`idillico paesaggio della Valsolda, prediletta da Fogazzaro, sia nella vecchia e inabitabile casa sul Naviglio milanese. 
Ma alla turbolenta famiglia del signor Dino sono toccate in sorte anche le storie più belle e più poetiche: storie di ghiri, di cigni, di stelle cadenti e di miracoli, storie di un amore eternamente giovane. 
Non è poco davvero. 



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